FATTURA RICEVUTA: a seconda della modalità con cui la fattura è stata spedita (Codice Ufficio o PEC) il Cessionario potrà consultare i servizi esposti dall’intermediario scelto oppure controllare la propria casella PEC per lo scarico della fattura e la sua successiva registrazione ai fini contabili, come se la fattura fosse arrivata per posta tradizionale. Attenzione: la trasmissione non avverrà tra le due controparti (cedente / commissionario) ma si avvarrà di un Sistema di Interscambio che si farà garante della corretta compilazione della fattura, della correttezza delle informazioni in essa contenute e del recapito della stessa al commissionario. Pertanto il ciclo di invio è visibile nello schema sottostante.

Flusso SDI Fatturazione Elettronica

Nel file XML è prevista la possibilità di aggiungere allegati che possono contenere la versione di cortesia della fattura in formato meglio intellegibile. Con strumenti opportuni è possibile visualizzare questi allegati e “leggere” meglio la fattura. Lo standard XML pur essendo un sistema aperto e ben identificato, in italiano, non è proprio leggibile da un essere umano quanto invece da un computer che può analizzare i dati in esso contenuti ed utilizzarli direttamente. Nel processo tra privati non è riconosciuta la possibilità di rifiutare la fattura elettronica ricevuta. Nel caso in cui si riceva una fattura sbagliata o dai contenuti che potrebbero essere soggetti a contestazione, sarà necessario richiedere l’emissione di una nota di credito e la successiva fattura corretta. Il processo di correzione si svolge al di fuori del SDI: solo la nota di credito e la seguente fattura corretta transiteranno per il sistema di interscambio. La fattura ricevuta e considerata errata dovrà essere registrata solo nel caso in cui l’operazione esista. Per esempio, se si riceve una fattura in merito ad una cessione di beni, dov’è contestato il prezzo indicato in fattura, oppure l’aliquota IVA applicata, la fattura andrà registrata in attesa di ottenere la nota di credito e la fattura corretta. Se, invece, la fattura ricevuta rappresenta un’operazione soggettivamente o oggettivamente inesistente (l’operazione esiste, ma è stato indicato un cessionario errato, oppure l’operazione non esiste affatto) siamo di fronte ad un caso di fattura falsa che non dovrà essere registrata. Nel caso in cui non si ottenga la correzione della fattura errata, il cessionario dovrà attivare la procedura prevista dall’art. 6, co. 8 del DLgs.471/97, ovvero entro 30 giorni dalla sua registrazione si deve trasmettere al SDI un documento integrativo in cui vengono fornite tutte le indicazioni previste dall’art. 21 del DPR 633/72, previo versamento della maggior imposta eventualmente dovuta. Si tratta dell’autofattura elettronica (e nel XML andrà indicato alla voce TipoDocumento TD20). Il cessionario che non regolarizza entro 30 giorni l’operazione è sanzionato col 100% dell’IVA, con un minimo di 250 euro.